
Oggi è il nostro quinto anniversario in terra spagnola. Siamo atterrati in Spagna il 27 novembre del 2018, con una Bea poco più che neonata una Priscilla selvaggia che odiava le scarpe. Di tempo ne è passato ed è ora di fare un bilancio di questo periodo.
Giunti in terra straniera, gli expat vivono diverse fasi.
La prima è quella dell’esplorazione: si scoprono i luoghi, si individuano scuole, negozi e servizi. Si identificano i punti di riferimento che inizieranno a fare parte della nuova routine.
Passata la prima fase si passa alla creazione della propria rete.
Con il tempo, si tessono le prime relazioni, sia lavorative sia sociali.
Nel nostro trasferimento dalla Repubblica Dominicana alla Spagna questa seconda fase ha coinciso con il lockdown. Tutti chiusi per diverse settimane, interazioni ed eventi sospesi,..
La pandemia, tra le altre cose per noi ha significato un rallentamento nella possibilità di creare legami significativi.
Ci siamo trovati spiazzati e abbiamo impiegato molto più tempo del “normale” prima di riuscire a crearci un giro di relazioni che potesse guadagnarsi il nome di amicizia.
Superato l’ostacolo, però tutto cambia: le conoscenze diventano amicizie, ci si sente integrati e si respira aria di appartenenza.

Dopo cinque anni dal nostro arrivo in Spagna, proprio quest’anno abbiamo iniziato a sentirci veramente a casa, parte attiva della comunità che ora ci accoglie.
In Repubblica Dominicana mi sono sentita subito a casa, mentre in Spagna l’adattamento non è stato immediato. Il legame con la Repubblica Dominicana era intenso e naturale, ma dopo la nascita delle bambine, nuove necessità ci hanno portato ad optare per il trasloco e il trasferimento in Spagna (te ne avevo parlato qui).
In Spagna, il processo di integrazione è stato rallentato da diverse sfide, tra cui la pandemia e le difficoltà lavorative.
Il lavoro, come già avevo detto nelle nostre prime impressioni su Malaga, è uno dei punti più ostici di questa zona, a nostro avviso.
E senza un equilibrio professionale, stabilire legami significativi diventa arduo.
Nell’ultimo di questi cinque anni, invece, abbiamo finalmente trovato il nostro posto nel mondo, un equilibrio nel lavoro e nella vita sociale.
Quest’estate conclusa da poco si è rivelata bellissima, una stagione piena di eventi con chi possiamo finalmente chiamare amici, escursioni organizzate e inviti spontanei.
Attività che consolidando il senso di appartenenza ad un gruppo.
Con l’inizio dell’autunno, le attività scolastiche ed extrascolastiche e il continuare di queste interazioni sociali hanno rafforzato la nostra integrazione nella comunità.
Quest’ultimo periodo è stato la stagione che ci ha traghettato tra la sensazione di essere ospiti e quella di appartenere ad un posto.



Ci sentiamo finalmente a casa qui in Spagna, in equilibrio e assaporiamo finalmente un senso di stabilità e serenità in questo nuovo paese che ci ha accolto.
Cosa ci riserverà il futuro?
Se devo pensare al futuro continuo a vederci qui, in Spagna dove, devo ammetterlo, io girovaga nel cuore da sempre, sento di voler mettere radici.
Ma poi, chi lo sa come si evolverà la vita?

[…] in Italia dalla nostra casa spagnola, abbiamo deciso di sfruttare al massimo questa straordinaria opportunità. Ci siamo presentati con […]