dipingere sul vetro

Il vetro è un materiale che affascina grandi e piccini. E che si presta a tanti usi differenti. Fin dall’antichità la pittura sul vetro è stata una tecnica molto amata ed usata da grandi artisti per abbellire e impreziosire luoghi importanti. Basti pensare ai capolavori realizzati sulle vetrate di tante chiese e palazzi. Dipingere sul vetro permette infatti di realizzare opere che acquistano un valore aggiunto grazie agli effetti che la luce può creare attraverso il colore.

Sugli effetti della luce attraverso vetri colorati Gaudì ha impostato la struttura interna della Sagrada Familia, sua opera maestra a Barcellona. Uno spettacolo che varia di ora in ora proprio col variare della direzione dei raggi del sole. Un vero spettacolo.

Molti adulti amano dipingere sul vetro realizzando vetrofanie, bottiglie decorate, coperture di lampade e abatjur.

Nonostante il vetro possa mettere un po’ di paura, dipingere sul vetro è un’attività che si può fare anche coi bambini di tutte le età.

Come per molte attività proposte ai bambini dai 6 mesi ai 3 anni l’obiettivo principale è far sperimentare i bambini a prescindere dal risultato finale.

Se avete una porta finestra basta mettere a disposizione un po’ di tempera all’acqua e lasciarli liberi di sperimentare. Con o senza pennelli, con rulli, timbri, spugne etc.

Non è assolutamente un’attività pulita, come potete ben immaginare. Ma l’effetto finale e la soddisfazione dei bambini nel vedere i riflessi colorati della loro opera d’arte.

Coi più grandi invece si possono organizzare attività più strutturate: dalla vetrofania realizzata ricalcando la sagoma di immagini stampate (tipo le vetrofanie natalizie che abbiamo realizzato lo scorso anno) alla copia dal vero di quello che si osserva attraverso il vetro.

Anche coi più grandi comunque si può sperimentare il disegno libero lasciandoli liberi di creare e di sperimentare un nuovo tipo di pittura.

Perchè dipingere sul vetro?

Dipingere su un foglio e dipingere sul vetro non sono assolutamente la stessa cosa. Come sapete, cambiando il materiale anche l’esperienza muta e da stimoli

  • i colori applicati sul vetro appaiono solitamente molto diversi da come si presentano su una normale tavola cromatica
  • la superficie liscia fa scorrere il colore in maniera non usuale, lontana dalle esperienze a cui sono abituati i bambini
  • la trasparenza del vetro permette di sperimentare il diverso comportamento del colore e la luce
  • dipingere in verticale permette al bambino di sperimentare nuovi movimenti a cui non è abituato

Cosa usare per dipingere sul vetro?

Come dicevo prima potete usare della tempera ad acqua, che una volta asciutta basterà lavare con uno straccio umido e acqua. Oppure usare la tempera apposita per il vetro (sempre a base d’acqua e atossica è un po’ più gelatinosa rispetto alla tempera classica e una volta asciutta da un effetto più trasparente e luminoso)

In alternativa potete usare anche dei pennarelli cancellabili per vetro (colori molto trasparenti). Oppure dei pennarelli a gesso liquido (e in questo caso il colore rimane bello pieno). Anche queste due alternative sono comunque facili poi da pulire con una spunga e dell’acqua o con le salviettine umide (quelle dei bebè).

Trovate tutto il materiale facilmente reperibile in cartoleria o su Amazon.

A seconda del colore che scegliete vi bastano poi delle spugnette, dei pennelli per bambini o dei fogli con alcune sagome da ricalcare e potete dare il via ai giochi.

Non vi resta che provare e divertirvi!

Se proprio invece non ve la sentite di far dipingere i vostri bimbi sul vetro potete comunque sperimentare un’attività simile: la pittura in verticale sulla pellicola trasparente. No da esattamente le stesse sensazioni della pittura su vetro ma sarà comunque stimolante e divertente.

Buon divertimento!

A presto

Scritto da:

centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo lontano dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno. Da novembre 2018 siamo a Malaga, pronti per nuove avventure! ;)