Positivi al Coronavirus: vi racconto la nostra esperienza


Tenendoci ad essere sempre sull’onda delle ultime tendenze moda non poteva mancarmi di “incontrare” quello che adesso sta andando per la maggiore… siamo positivi al Coronavirus!!!

Affermo tutto questo in tono ironico, ovviamente!

E, se devo dire tutta la verità… di risultare positivi al coronavirus è una di quelle cose di cui avrei fatto volentieri a meno.

Ho contratto il Coronavirus, é successo!!!

L’ho affrontato vis a vis come si fronteggia un nemico pericoloso.

Da quando è iniziata questa pandemia, ho sempre cercato di essere attenta a tutte le raccomandazioni per ridurre il rischio di contagio, rinunciando a molte cose e persone.

Ho fatto tutto questo con la consapevolezza che risultare positivi al coronavirus poteva essere pericoloso non solo per me ma per tutte le persone che mi stavano vicino.

Ho sacrificato le mie vacanze, trascorrendole con una pochezza con cui non sono solita passarle.

In quel momento ho voluto essere più coscienziosa di tante altre persone.

Non sono andata in spiaggia perché gli ombrelloni mi sembravano troppo vicini, non sono andata a cena fuori nemmeno una volta perché… mi sembrava giusto così!!!

Forse la cosa a cui ho rinunciato che mi è dispiaciuta maggiormente è quella di non essere andata in Spagna a trovare, come piace dire a noi, l’altra parte di @CentrifugatodiMamma.

Non sono andata da Flavia perché avevano messo il tampone obbligatorio al rientro del viaggio e pensavo di creare difficoltà con i tempi al lavoro.

Quindi ho preferito rimandare a malincuore la trasferta.

Di certo ho imparato che essere troppo scrupolosa per gli altri non vuol dire che automaticamente anche gli altri lo siano.

Ed eccoci alla prima decade di Ottobre, pseudo normalità.

Le prime febbri da cambio di stagione, si pensava.

Tra i colleghi i primi malesseri, una subito a casa, dopo un paio di giorni altri due e poi via via a turno anche alcuni altri….

Una sintomatologia influenzale di poco conto quindi… senza particolari accortezze!!!!

Da subito questa cosa sembrava strana, non era mai successo che si ammalassero più persone contemporaneamente e non con quella modalità.

Una riflessione che ho esternato da subito, in quel momento da spettatrice a quello che stavo vedendo.

Una cosa era certa, qualsiasi cosa fosse aveva un’aggressività che era palesemente percepibile!!!

Durante quella settimana abbiamo però continuato a lavorare, come se niente fosse.

Alla fine però ci siamo “confrontati” e la Direzione finalmente si è persuasa per il bene di tutti.

Sarebbe stato meglio controllare la situazione sottoponendo tutto il personale a Test Molecolari ovvero Tamponi nasofaringei.

Evviva ho pensato ed ovviamente detto!!!

I risultati dopo un paio di giorni, una buona parte di colleghi sono risultati positivi al coronavirus ed io negativa.

Peccato che dal giorno in cui ho fatto il tampone al giorno in cui è arrivato l’esito ho cominciato a non sentirmi in forma ed a mio marito Emanuele è venuta quasi contemporaneamente anche la febbre.

La gola mi faceva male ma la cosa che mi sembrava strana era la sensazione che mi riportava nella mia immaginazione ad una immagine buffissima che non riuscivo a spiegare.

Sentivo e vedevo sdraiato nella mia gola un grasso e grosso rospo!!!

Ma se da un lato questa immagine mi faceva sorridere, dall’altro la paura cominciava a farsi spazio visto che il respiro cominciava a mancarmi.

Soffrendo d’asma ormai da tantissimi anni si impara a gestire la mancanza d’ aria e inizialmente ho cercato la causa in un banalissimo raffreddore o una bronchite.

Niente febbre, tampone negativo e il mio medico di base decide di visitarmi.

Riscontra la fame d’aria ma con gli aerosol con il cortisone che avevo iniziato subito a fare i bronchi erano abbastanza liberi.

Esco dallo studio con due cicli di antibiotici vista la situazione gola ed imposto riposo.

Niente panico nemmeno questa volta, la febbre non c’era ma si presentava una stanchezza che di certo non mi appartiene.

Bene, pensavo io, tra qualche giorno passa!!!

Ed invece no!

Non solo nei giorni successivi non miglioravo ma si aggiungevano altre circostanze “stranissime”. Alla mattina quando mi svegliavo mi sembrava di essere stata travolta da un “Frecciarossa” Milano-Roma. Andavo in bagno trascinandomi e guardandomi allo specchio stentavo a riconoscere quella che vedevo nello specchio.

Credetemi, non sembravo nemmeno io, ma chi era quella immagine con gli occhi infossati e poi con quelle occhiaie ingiustificabili ed i capelli così inspiegabilmente arruffati…

Decisamente non stavo bene ma nessuno si spiegava il perché…

Se una cosa non mi convince non posso non andarci a fondo, figuriamoci se si tratta della salute.

A me il “toro piace prenderlo per le corna” subito!!!

Prenotiamo l’ennesimo Tampone, in forma privata naturalmente, per fare prima.

Emanuele sta’ vivendo il momento da “uomo”, come se fosse l’undicesima piaga.

Io lo prendo sempre in giro ma la verità è che mi dispiace vederlo stare male.

Mentre mi preparo per uscire per andare al laboratorio, mi spruzzo in ogni modo il profumo.

Un tocco della mia solita civetteria per cercare di tirarmi un poco su di morale ma…non sento nemmeno la mia amatissima fragranza!!!

Potevo anche restare a casa, adesso era tutto chiaro, il non gusto del latte in quelle mattine sottovalutato perché giustificato come effetto collaterale dell’antibiotico.

Ecco: siamo positivi al Coronavirus!!!

Si è presentato camuffato, o almeno mi sembrava, ma comunque aggressivo, diretto, spietato. Un ciclone tra quelli più pericolosi.

Tampone positivo ed i nostri malesseri che hanno continuato ancora per alcuni giorni.

Mi accontento e lo aggredisco con la consapevolezza adesso di sapere chi ho di fronte.

Non è stata un’influenza per noi.

Siamo riusciti a gestire, sì, questo “maledetto” virus a casa. Abbiamo avuto il vantaggio di essere stati seguiti e soprattutto… siamo stati fortunati!!!

Non minimizzo perché i miei sintomi non sono stati dei più gravi e non mi sento di allarmare nessuno perché il Coronavirus si può combattere.

Ci siamo isolati da tutto e tutti subito, quando non abbiamo capito che cosa stava succedendo.

L’abbiamo fatto per preservare le persone a cui vogliamo bene, magari più fragili di noi e su cui abbiamo la responsabilità.

Abbiamo fatto la scelta di allontanare prima ancora di essere certi di essere positivia al coronavirus anche Yanai, mio figlio, che con i suoi 24 anni poteva anche non contrarre il coronavirus.

Non ce la siamo sentita di giocare a questa Roulette Russa, nemmeno per una volta abbiamo premuto il grilletto.

Crediamo troppo nel rispetto alla vita e pensiamo non sia giusto non dare importanza alle situazioni.

Ci rimane la consapevolezza che in queste situazioni dopo le parole servono le azioni.

Adesso aspettiamo che il Coronavirus passi del tutto, abbracciati virtualmente da tutte quelle persone che ci vogliono bene e che ci hanno dimostrato di esserci fattivamente vicine a distanza anche in questo brutto momento.

Ci hanno supportato, ci hanno fatto compagnia durante tutte le lunghe giornate sul divano ma inevitabilmente si sono preoccupate per noi.   

Anche l’Amore può essere una medicina in certi momenti e sentire che non si é soli può essere una delle armi vincenti.

Quindi noi gridiamo a tutti voi…VI VOGLIAMO BENE!!!

Simona

Informazioni su Simona

Sono la mamma di Yanai, un ragazzone di 22 anni che, al contrario di me e per riflesso a me appare brontolone ed ombroso ma in fondo in fondo è molto dolce e sensibile. Suo malgrado deve condividere da sempre la mamma tra una molteplicità di impegni e follie ed altri “AMORI MOLTO PELOSI” con cui divide casa, affetto e spazi. In passato credevo di poter vivere libera ma adesso penso di non poter più fare a meno di mio marito Emanuele, supporto fondamentale delle mie “pazzie” quotidiane. Lui è professionalmente impegnato nel campo del Fashion e della Moda ed è proprio con lui che condivido questa passione. Perché ricordate che “Niente è più necessario del superfluo “ (come spesso citava Oscar Wilde ;) )” Sognatrice di professione, Party e Wedding Planner nella vita, amo in maniera viscerale tutto quello che è bello. Sempre alla ricerca del “particolare che può fare la differenza”, ambisco a dare valore al tempo e a non dare niente per scontato. Allegra, ambiziosa ,instancabile (anche troppo) e… ahhhh dimenticavo zia delle piccoline di centrifugato di mamma !! ;)

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