Viaggio “on the road” in Repubblica Dominicana coi bambini


Questo tra febbraio e marzo è secondo me il periodo migliore per visitare la Repubblica Dominicana. Cosi non ho avuto dubbi a consigliarlo quando Franca, agente di polizia municipale di asti con laurea in giurisprudenza eappassionata di viaggi da sempre, mi ha contattata per chiedermi alcuni consigli.

Lei opera da anni come coordinatore di avventure nel mondo, prima per i viaggi con adulti, ora per i viaggi con le famiglie. E stava iniziando ad organizzare un viaggio on the road in Repubblica Dominicana con famiglie con bambini.

Qualche settimana di scambi di messaggi (e consigli) su facebook fino alla loro partenza e.. all’incontro di persona in una delle loro tappe! Un viaggio bello e ricco di scoperte, apprezzato anche dai piccoli viaggiatori.

Sì, perchè un viaggio “on the road” in repubblica dominicana coi bambini è fattibile!

Ho chiesto a Franca di raccontare anche a voi il suo viaggio ed eccolo qui! Un racconto chiaro e preciso unito a delle foto stupende! Buona lettura!!!S

Santo Domingo
foto di Franca Cucco

“Il nostro viaggio on the road in repubblica dominciana coi bambini è stato studiato per scoprire questa meravigliosa parte di isola con i bambini piccoli… una “prima” di avventure nel mondo che ho intensamente e tanto voluto.

Nel gruppo non siamo in tantissimi… o meglio ci sono più bambini (in tutto 5 con età che vanno dagli 8 mesi ai 5 anni) che genitori (3) Ma la voglia di scoprire è tanta e quindi…via si parte! Il lungo volo diurno con l’Air Europe è ben assorbito dai bambini che un po’ giocano, un po’ dormono, un po’ mangiano e un po’…girano per l’aereo!

Arriviamo in serata a Santo Domingo e con il taxi andiamo in città. Doccia, cena e a dormire. Il mattino dopo ripartiamo presto e con il bus pubblico andiamo a Conception del la Vega

A la Vega si svolge il Carnevale più antico dei Caraibi e forse del mondo (le origini risalgono al XVI secolo, durante la colonizzazione spagnola).

Cristoforo Colombo considerò la valle in cui sorge questa città come “La cosa più bella che gli occhi umani abbiano visto”. A quell’epoca, gli abitanti si mascheravano da mori e cristiani, e mantennero la tradizione che poi si è evoluta. Molti di questi personaggi alludono al diavolo e sono chiamati “Diavoli zoppicanti”, mentre le altre maschere assomigliano ad animali ed alcune maschere rappresentano personaggi pittoreschi e culturali.

Carnevale di La Vega
Foto di Franca Cucco

Le due maschere più rappresentative sono: Il diablo Cojuelo (il diavolo zoppo) che si aggira per le strade con la sua vejiga, una vescica di mucca gonfiata e legata ad una cordicella con cui colpisce i passanti senza pietà. La sua maschera dalle lunghe corna tra lo spaventoso ed il burlesco è di origine medievale. Rappresenta il maligno in maniera grottesca per esorcizzare la paura.

L’altra maschera importante è la Robalagallina.  E’ nata a La Vega da un fatto che ha del grottesco (un soldato per avere rubato una gallina viene picchiato e coperto di piume). E’ seguito dai ragazzini che gridano “roba la gallina. Palo con el – ruba la gallina. Picchialo!” Questo è un motivo per cui il Carnevale di La Vega è molto importante ed è stato proclamato patrimonio folcloristico nazionale dal Parlamento Dominicano come il più importante e più vecchio dei Caraibi.

Il giorno che siamo a La Vega è tutto un brulicare di colori sgargianti, di musica a palla e di gente festaiola.

I bambini sono estasiati da  questo enorme trambusto: è veramente un bellissimo spettacolo che raccomando a tutti di vedere se capitate da queste parti a febbraio. Unico problema: ad un certo punto si scatena un temporale pazzesco con il fuggi fuggi generale dei turisti, mentre i dominicani continuano sia a sfilare che a ballare ed a cantare, tra litri e litri di rum, birra e liquori vari in corpo. L’allegria copre di gran lunga il disagio della pioggia. Noi ci bagniamo completamente visto che non c’è verso di trovare un posto per ripararci.

Ed eccoci di mattina presto a riprendere un altro bus pubblico con destinazione Sosua sulla costa nord dove troviamo la mia amica Flavia che è in Repubblica Dominicana da 5 anni e ci accoglie nel suo albergo a braccia aperte. Facciamo un po’ di spesa al supermercato per i giorni a venire…quindi via a Playa Sosua, una bellissima spiaggia di sabbia bianca, con alberi e sdraio/ombrelloni. Non c’è molta gente e ce la possiamo godere come si deve. I bambini finalmente si sfogano come piace a loro. Sul finire del pomeriggio si mette a piovere e noi ne approfittiamo per infilarci nei negozietti della spiaggia.

Playa Sosua
foto di Franca Cucco

Altro bus, questa volta privato, e ripartiamo! Il nostro viaggio “on the road” in Repubblica Dominicana ci porta in direzione di Rio San Juan.

Il 27 febbraio in Repubblica Dominicana è Festa Nazionale e durante il percorso incrociamo diverse parate (come da noi il 2 giugno). Arriviamo a Rio San Juan, un sonnacchioso villaggio con poca gente (in realtà, visto il giorno di festa, sono tutti in spiaggia). Lo facciamo anche noi. Dopo il sonnellino in spiaggia dei nostri bimbi trascorriamo il pomeriggio nella vicina laguna Gri Gri da dove prendiamo una barchetta con il barcaiolo che ci fa fare un piacevole giro (alla scoperta di uccelli marini vari e belle spiagge con acqua cristallina con molti coralli e tante mangrovie). Ma la cosa più bella di Rio San Juan è la Playa Caleton, dove stiamo spaparanzati per tutto il giorno successivo, con i bambini che trascorrono il tempo tra fare tanti bagni, scorrazzare dietro ai paguri e mangiare degli ottimi ananas.

E’ ora di ripartire. Prendiamo un altro bus privato e questa volta la destinazione è la Penisola di Samanà. Ci fermiamo 4 giorni e quindi una volta giunti a Las Terrenas, facciamo il giro delle agenzie turistiche e vediamo cosa ci propongono. I prezzi sono più o meno tutti uguali, le escursioni pure. Ma l’accoglienza (nei confronti di un gruppo con 4 paganti e 4 no) mi sembra migliore in una di queste agenzie e fissiamo le nostre escursioni per i giorni a venire. Facciamo un po’ di spesa poi trascorriamo il pomeriggio tra la spiaggia di Las Terrenas e la piscina del complesso dove abbiamo l’appartamento. I bambini si divertono tanto e noi genitori ci riposiamo un po’ (per quanto possibile).

I bimbi a playa Caleton
foto di Franca Cucco

La prima escursione della penisola di Samanà è al Parco Nazionale di Los Haitises.

Con i suoi 208 km quadrati di estensione è il più grande estuario delle isole dei Caraibi. Offre al visitatore una ricca varietà di meraviglie naturali da esplorare tra cui: ampie distese di mangrovie, foresta umida subtropicale, letti di fanerogame marine e le zone incontaminate lungo la costa.

Durante l’escursione in barca avvistiamo gli uccelli tropicali che volteggiano nell’aria a bassa quota mostrando un piumaggio colorato, il cielo blu senza nuvole e le acque calme racchiuse tra solitarie baie di mangrovie. Ci dicono che da queste parti è stata girata buona parte del film “I Pirati dei Caraibi”, ma non è l’unica pellicola nota. L’area protetta è stata scelta anche come location di una delle prime edizioni della nostra “Isola dei Famosi”, quella in cui era presente Al Bano. Qui sono state realizzate anche molte scene de “il Corsaro Nero” e il film su Cristoforo Colombo. Ci piacciono molto le “mogotes”, cioè le formazioni di colline erose e rocce a picco sull’acqua.

Ci portano a visitare anche 3 caverne, di cui una molto grande con pitture rupestri ed iscrizioni varie, oltre a tanti uccelli, rondini, pellicani, lamantini. C’è di tutto e di più! Si vedono anche i resti dell’antica ferrovia che gli spagnoli avevano costruito per trasportare la canna da zucchero da qui al porto di Samanà e da Samanà in Europa. I bambini si divertono proprio tanto. Bellissima giornata!

La seconda escursione della penisola di Samanà: Whale Watching e Cayo Levantado.

osservare le balene a Samanà
Foto di Franca Cucco

Da gennaio ad aprile è il momento migliore per avvistare le balene. Saliamo sulla barca molto confortevole e ci avviamo al largo. Lo spettacolo davanti a noi è meraviglioso: le balene si avvicinano talmente tanto alla barca che quasi si toccano, oltre a saltare in aria. Nel nostro caso abbiamo avvistato quattro balene, cioè una coppia di maschio e femmina ed una madre con un cucciolo. Poi ci spostiamo al Cayo Levantado, una piccola isola, di circa 1 km quadrato,  con vegetazione boschiva umida, spiagge paradisiache, sabbia bianca e acque cristalline, immersa in uno splendido paesaggio.
Vediamo molti uccelli come pappagalli, lattuga e bovini Hispaniola. Una curiosità: questa isola è anche chiamata Isola di Bacardi perché qui hanno girato la pubblicità del rum Bacardi. Il pomeriggio trascorre veloce (troppo) e ritorniamo a Las Terrenas.

Pronti per la terza escursione: Salto El Limon.

È una bellissima gita in mezzo alla foresta con passeggiata a cavallo di 30 minuti e un po’ di trekking abbastanza facile di 5-10 minuti per arrivare alle cascate che non sono grandissime, ma molto belle con bagno incluso (ma l’acqua è molto fredda). E se ci siamo arrivati noi con 5 bambini piccoli, ci possono arrivare tutti. Per chi non è avvezzo con le cavalcate, ci sono i proprietari dei cavalli che per pochi pesos accompagnano le persone sul percorso tenendo il cavallo. Ai nostri bambini è piaciuto tantissimo andare a cavallo… forse la cosa più bella che ricordano di tutta la vacanza!!! .

Salto del Limon- Samanà-
foto di Franca Cucco

Ci sarebbero tante altre cose da fare qui nella penisola di Samanà, ma ahimè l’indomani ripartiamo per nuove avventure. Il tragitto in minibus privato che da Las Terrenas, a nord, ci porta a Bayahibe, a sud, è bello lunghetto, ma il nostro autista lo rende piacevole, con diverse fermate per fare sgranchire le gambe ai bimbi e farli mangiare e giocare.

Anche a Bayahibe ci fermiamo qualche giorno e così possiamo assaporare un po’ di vita caraibica con i ritmi a portata dei bambini.

Innanzitutto Playa Dominicus, spiaggia raggiungibile in 15 minuti con le guagua (bus piccoli e sgangherati) che è veramente bellissima e dove i bambini si divertono tanto.

Ci organizziamo per i prossimi giorni con l’aiuto dell’ italiano Stefano, commercialista mancato, che è da 14 anni in Repubblica Dominicana e che si occupa felicemente di turismo.

Il primo giorno con un minibus privato, andiamo a visitare le piantagioni di canna da zucchero distanti circa 30-40 km da Bayahibe.

La zona è coperta a 360° da piantagioni di zucchero di canna…un bel colpo d’occhio. I locali ci fanno vedere il taglio della pianta e la spremitura del gambo dal quale si ricava lo zucchero liquido che poi verrà trattato ed utilizzato sia dalle fabbriche di rum che dagli zuccherifici. Poi andiamo in una piccola fabbrica (parolona grossa….potremmo dire negozietto) dove un signore ci fa vedere la produzione dei sigari, dalla stiratura della foglia alla realizzazione del prodotto finito. C’è annessa una piccola stanza dove possiamo comprare sigari, zucchero, miele ed altri prodotti locali… e noi ne approfittiamo.

Sempre in bus ci spostiamo a Boca de Juma, una località marina con alte scogliere, luogo dove è approdato la seconda volta Cristoforo Colombo nel 1497 e dove ci fu una feroce guerra.

Boca de Yuma fu un antico rifugio dei pirati, spesso alleati degli indios Tainos di origine Arawak nella lotta contro gli spagnoli dell’invincibile Armada. Si possono ancora vedere i seicenteschi cannoni della difesa costiera spagnola che puntano le bocche verso il mare aperto. Per pranzo ci portano in un agriturismo in mezzo alla campagna dove si mangia veramente benissimo con pochi dollari.

La seconda escursione è quella che ci è piaciuta di più in assoluto di tutto il nostro viaggio “on the road” in Repubblica Dominicana coi bambini: Isla Saona con il motomarano, accompagnati da Stefano, da sua moglie dominicana Maria e da tutta l’equipe di italiani e dominicani.

La prima tappa è data dalle scogliere a picco sul mare che si trovano dopo Playa Dominicus. La seconda tappa è per vedere le mangrovie (ma ormai ci escono dalle orecchie…). Terza tappa la piscina naturale: una porzione di spiaggia con acqua bassissima, limpidissima azzurra e spiaggia con sabbia bianchissima… il paradiso è qui!!!! Poi approdiamo finalmente a Isla Saona. Un’isola veramente bella, abitata da qualche centinaio di pescatori in casette di legno colorate. Mentre il personale della barca prepara il barbeque, noi con una guida andiamo a fare il giro dell’isola, dove c’è anche il centro di recupero delle tartarughe… peccato che i locali si mangino le uova! 🙁

Facciamo un giretto nei negozietti sulla spiaggia, che vendono tutti la stesse cose (soprattutto il Larimar, la pietra locale). Il pranzo è a dir poco sublime. C’è veramente tanta roba, tra cui delle aragoste spaziali e ce ne facciamo una serie di piatti infiniti! 😉 Terminato il pranzo a bordo spiaggia, saliamo in barca e cambiamo location. Andiamo in un altro lembo di spiaggia dell’Isla Saona dove ci siamo solo noi. Fantastico!! Qui tra rum, birre, anguria, ananas, biscottini…etc.etc…trascorriamo un altro bel po’ di tempo sempre con tanti tuffi in acqua, accompagnati da Edoardo Bennato (si proprio lui!), che è affascinato dalle due nostre famiglie e rimane con noi parecchio tempo! Che fantastica giornata!!!!

isola di Saona.. con Edoardo Bennato!
foto di Franca cucco

E’ ora di lasciare questo angolo di paradiso, ma prima di rientrare nella capitale Santo Domingo, facciamo un salto a San Pedro de Macoris, che ai più non dirà nulla, ma che è la patria del Rum Barcelò, il più famoso Rum della Repubblica Dominicana, esportato in tutto il mondo.

La visita di un’ora e mezza è molto interessante. Tutto ha inizio con la selezione della canna da zucchero dalle migliori piantagioni della Repubblica Dominicana, per seguire con la successiva fermentazione della melassa da esse ricavata. Poi c’è il rito della distillazione, ottenuta attraverso un particolare metodo che porta ad una proporzione bilanciata dell’alcool per ottenere un rum liscio e corposo. L’invecchiamento è il passo successivo, con protagoniste le botti di rovere americano del Kentucky, precedentemente utilizzate per la produzione di bourbon. Il finale è l’assaggio del Rum con annesso negozio e noi…ne approfittiamo! Usciamo brilli, ma felici 😉 Ai bambini hanno dato da bere il succo dello zucchero di canna ed anche loro sono felici e contenti.

Foto di Franca Cucco

Ed eccoci di ritorno nella capitale Santo Domingo per gli ultimi due giorni di vacanza on the road.

Il 9 marzo nella Repubblica Dominicana è la festa della Patria (simile al nostro 25 aprile) ed in tutta Santo Domingo ci sono festeggiamenti. In particolare c’è la parata militare a Calle El Conde che approda al monumento del Milite Ignoto. Ovunque si vedono militari in divisa che in pompa magna si preparano per la sfilata. Noi ci posizioniamo sotto una palma (per il gran caldo) e vediamo una parte della parata. Una parte sola perchè è talmente lunga che è impossibile con i bambini vederla per intero.

Parata a Santo Domingo
foto di franca Cucco

Nessun problema…con la Lonely Planet in mano, facciamo il percorso a piedi suggerito per la zona Colonial (davvero molto molto interessante), con tanta calma e con non poca fatica perché nella strade di Santo Domingo c’è di tutto e di più. Girare a Santo Domingo con i passeggini è una vera corsa ad ostacoli!

Per pranzo un signore locale ci suggerisce un ristorante che nemmeno si vede dalla strada, ma che all’interno ha un patio bello. Ma soprattutto si mangia divinamente bene. Esclusivamente cucina tipica locale… e anche i bambini apprezzano! Mentre i bambini dopo il pranzo si fanno il pisolino nel passeggino, noi continuiamo il giro a piedi, tra un ostacolo e l’altro, fermandoci qua e là. L’ultima tappa è la Catedral Primada de America (la chiesa più vecchia di tutto il Centro America, interamente costruita utilizzando pietra calcarea) con annesso Parque Colon dove i bambini, che si sono appena svegliati, giocano con i loro amichetti di Santo Domingo.

L’ultimo giorno di vacanza si trascorre in tutta tranquillità a visitare le poche cose che abbiamo tralasciato ieri, facendo anche un po’ di shopping e portando i bambini a giocare nel parco per farli svagare in vista del lungo volo di ritorno (questa volta notturno) durante il quale dormono beati… ed anche noi genitori!

Finisce così questa bel viaggio “on the road” in Repubblica Dominicana coi bambini, che tante cose ci ha fatto scoprire.

A partire dalla infinita disponibilità e cortesia dei locali. La tanto sbandierata criminalità nelle città non si è affatto vista: o siamo stati fortunati noi, o i ladruncoli o simil-tali si sono tenuti volutamente lontani da noi! C’è da dire a onor del vero che su di noi aleggiava… “l’effetto bambini”! ahahaha. Tutta una serie di apprezzamenti positivi da parte dei locali nel vedere un gruppo di italiani a spasso per il Paese con 5 bambini piccoli

Ultima considerazione, ma credo sia la più importante…fare un viaggio itinerante con bambini piccoli nella Repubblica Dominicana si può…quindi…andateci…e ritornerete soddisfatti e felici come lo siamo stati noi ed i nostri bambini!”

Beh che dire se non.. GRAZIE FRANCA!!!

E se volete vedere tutte le proposte per bambini (o anche solo per adulti) di avventure nel mondo visitate il loro sito:

http://www.viaggiavventurenelmondo.it/


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo lontano dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno. Da novembre 2018 siamo a Malaga, pronti per nuove avventure! ;)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

9 commenti su “Viaggio “on the road” in Repubblica Dominicana coi bambini