Quei 4 buchini magici: il succhietto ultra air di Philips Avent


Ai primogeniti si da tutto il tempo, le attenzioni e le energie possibili, dedicandocisi al 100%. I secondogeniti, invece, imparano fin da subito che non sono gli unici. Beatrice, in questo, è proprio una santa: paziente e tranquilla, mi agevola molto quando c’è da gestire un capriccio e una “crisi” di Priscilla (che da brava principessa spodestata a volte fa sentire chiaro e forte il suo disappunto 😉 ). 

Coi primogeniti, però, spesso si pecca di inesperienza. Mentre i secondogeniti possono godere di ciò che si è imparato, per tentativi ed errori, con i primi. 

Col ciuccio è andata proprio cosi. 

Come la penso riguardo il ciuccio ve l’avevo già raccontato tempo fa (nell’articolo Ciuccio: tutto quello che c’è da sapere). Ma con Priscilla era stato complicato farglielo accettare ed ho scoperto solo col tempo, il perchè. Tra il caldo caraibici di Sosua e la salivazione dovuta ai denti, ogni volta che prendeva il ciuccio dopo poco si infastidiva (e a ragione 😉 ). Ha iniziato a prenderlo con “gusto” solo dopo l’anno in corrispondenza dell’inserimento al nido perchè il bisogno di un oggetto transizionale era più forte del fastidio dovuto al calore. Con Beatrice mi sono attrezzata per ovviare a questo problema. 

Ho scoperto infatti che ci sono dei ciucci dotati di 4 comodi fori extra large per il passaggio di aria, che consentono di mantenere asciutta la pelle intorno alla bocca. 

Philips Avent è una marca molto semplice da reperire anche in repubblica dominicana. Anche li spesso ci siamo affidati ai suoi prodotti (biberon, bicchierino con beccuccio, e appunto, ciucci). 

Una volta arrivati a Malaga abbiamo cercato i succhietti nuovi per Bea (perchè sapete che vanno cambiati spesso vero 😉 ? ). E abbiamo scelto di continuare a usare i loro prodotti.

Abbiamo scelto il succhietto ultra air di Philips Avent. 

Innanzitutto perchè questo modello ha i 4 fori per la traspirazione della pelle, che ormai per noi son diventati fondamentali, in versione extra large. Che non sono utili solo per caldo e bava. Abbiamo scoperto esserlo anche con il freddo, per non stressare ulteriormente la pelle diventata più secca per le temperature rigide. 

Abbiamo scelto il succhietto Ultra air di Philips Avent non solo per i fori per l’aria ma per tanti altri buoni motivi. 

  • Il succhietto è adatto dai 6 ai 18 mesi (quindi perfetto per Bea in questo momento) e ha una conformazione piatta simmetrica della tettarella in silicone studiata appositamente per rispettare il naturale sviluppo del palato, delle gengive e dei futuri denti (ormai in arrivo!) 
  • Sempre la tettarella ha la superficie morbida e vellutata, piacevole al tatto, ma soprattutto durante la suzione. 
  • E’ semplice e veloce da sterilizzare. Il contenitore in cui viene venduto può essere usato infatti, con l’aggiunta di acqua, nel microonde per una affidabile sterilizzazione. In 3 minuti nel microonde (più 5 di raffreddamento) eccolo pronto e sterilizzato per un nuovo uso 🙂 .

Conoscendo già Philips Avent, e avendo già più esperienza per sapere cosa cercare e cosa volere da un buon ciuccio, non avevamo dubbi che Beatrice potesse apprezzarlo. Ed infatti è stato così (come per il 98% dei bambini 😉 ). 

Da pochissimo poi è stata introdotta anche la confezione singola di questo succhietto: un’idea comodissima per avere a disposizione il numero giusto di ciucci. O come idea regalo carina e utile per qualche mamma amica o per Natale.

C’è solo un rischio con questo ciuccio: il design e la bellissima decorazione del succhietto ultra air di Philips Avent con l’unicorno rischia di attirare troppo Priscilla. Che non usa più il ciuccio da oltre un anno. Ma che ogni tanto vedo allungare la mano per prenderlo a Beatrice per dare un’assaggiata 😉 

post sponsorizzato scritto in collaborazione con Philips Avent



centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.

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