Sara, trismamma tra cashmere e pannolini


Ritorna la rubrica “il mondo delle mamme” con una mamma che secondo me ha quasi del supereroico. 3 figlie con meno di 6 anni e un’attività in proprio da seguire. L’ho conosciuta virtualmente tramite i vari social, mi hanno colpito le sue opere d’arte (perchè creazioni è riduttivo) in cashmere o cotone e la passione che ci mette a far quadrare tutto. Come una moderna giocoliera che cerca di tener in equilibrio tutto. Cosa ovviamente non semplice (come tutte sappiamo 😉 ). Ma il rapporto è poi andato oltre i soli prodotti e vestiti. Ed è nata una bella amicizia virtuale. Ed infatti tornerò a parlarvi di lei! 😉

Ringrazio tantissimo Sara di Cashmerefollie per aver trovato la voglia (ma soprattutto il tempo!) per raccontarci un po’ di se, in queste delicate e profonde riflessioni.

Buona lettura! <3

“Quando è nata Emma, la mia prima figlia, poco più di 5 anni fa, ricordo il misto tra gioia, emozione, fragilità, batticuore per qualsiasi “soffio di vento” e, ebbene sì, malinconia. Ho passato le prime settimane in un mondo ovattato e ho cercato subito di dimostrare a me stessa quanto io fossi rimasta indipendente e “agile”. Ho voluto allattare a tutti i costi. E non mi sono arresa quando ho incontrato delle difficoltà perché per me era fondamentale non essere legata a nulla se non a lei. Sono uscita con il passeggino dopo una settimana. Non riuscivo a chiuderlo. Sono riuscita a chiuderlo dopo dieci minuti. L’ ho buttato in macchina e sono andata a comprare (con lei in braccio) la mia prima fascia portabebè. Ho eliminato il passeggino. Così ho velocemente recupero la mia indipendenza e la mia agilità (non nel senso sportivo) semplicemente tenendola sempre vicina a me.

Ma una cosa ho fatto più fatica ad affrontare diventando mamma è stata la malinconia.

Mi sentivo come quando da ragazzina tutto volevo fuorché alzarmi ed uscire di casa per andare a scuola e affrontare quella sensazione di essere guardata come se fossi una persona strana (che poi oggi mi chiedo…chi non lo è?!). Non so se vi è mai successo. In ogni caso avevo come un peso sul cuore e sullo stomaco e non capivo cosa fosse. Mi sentivo piccola piccola e indifesa da non so esattamente cosa.

Poi, con il passare dei giorni, questa sensazione è passata e mi sono data la spiegazione che era paura di tutto questo amore e di tutta questa responsabilità verso un esserino così piccolo e indifeso. Ricordo che un giorno, camminando per la mia adorata pineta (che ha visto tanti pezzi della mia vita e continua a vederli), mi sono detta che non mi sarebbe mai dovuto succedere nulla perché io dovevo esserci per lei finché lei non fosse diventata grande e non avrebbe più avuto bisogno di me.

Cosi, con un po’ di tempo e un po’ di coraggio, ho capito che avrei avuto il dovere di prendermi cura di me stessa per lei e per loro. Che in fondo non c’è “scusa” più meravigliosa per essere persone migliori giorno dopo giorno.

Ora le mie bimbe sono 3 tutte sotto i 6 anni.Ho scelto di lavorare in proprio creando artigianalmente capi in cashmere (e non solo) per grandi e piccini con lo stesso amore con cui creo i vestiti per le mie bimbe. E’ nato cosi Cashmerefollie. Il mio brand.

Questa sono io…

Questa fotografia (fatta per caso per provare la macchina fotografica) mi piace perché è reale. E’ uno di quei momenti nelle mie giornate in cui devo concentrarmi il più possibile per poter portare a termine il più possibile del mio lavoro. Uno di quei momenti in cui probabilmente il mio “braccio destro” Bianca sta dormendo o giocando tranquilla. E io posso fare a mani libere un pezzo del mio lavoro.

Perché forse sembra che lo sia, ma in realtà non è una passeggiata questa “scelta” di essere il più presente possibile con le mie bambine.

Vuol dire passare da un compito all’altro mille volte e concentrarsi su ogni cosa tante di quelle volte nell’arco di una sola giornata da non credere. Vuol dire sfruttare le ore notturne o l’alba per finire gli arretrati, per mandare mail, messaggi, aggiornare il sito, e una serie infinita di altre cose necessarie.

Ciò non toglie che non cambierei tutto questo con niente.

Ma davvero…come si fa a fare tutto?”

Se anche tu vuoi partecipare alla rubrica “Il mondo delle mamme” scrivimi il tuo racconto a centrifugatodimamma@gmail.com 
Ti aspettiamo! 🙂

 


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.

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