Perchè fare teatro a scuola


Abbiamo concluso proprio in questi giorni, in una scuola secondaria di primo grado di Milano, un progetto di teatro a scuola con le classi prime denominato “Accogliere con il teatro”.

Il progetto ha la finalità di utilizzare tecniche del teatro e dell’espressione corporea come sostegno alla formazione del gruppo classe.

Da ormai più di 20 anni, l’Associazione Clack porta quello che noi chiamiamo “teatro creativo e di movimento” in ambito didattico, dalla scuola materna alle medie. Inizialmente il nostro obiettivo era quello di creare spettacoli insieme alle classi. Con gli anni abbiamo compreso che la messinscena non era il fine ma il mezzo, uno strumento creativo al servizio del gruppo classe. Con l’esperienza abbiamo imparato ad osservare i singoli bambini all’interno del gruppo, a offrire a ciascuno uno spazio per esprimersi attraverso il corpo, la voce, la musica.

Gli esercizi sullo spazio, i lavori in gruppo, permettono di mettere in luce le dinamiche della classe e di modificarle, puntando sull’integrazione, il rispetto dei tempi e dei modi degli altri, il non giudizio.

A scuola, dove i bambini passano, a mio parere, troppe ore, c’è un grande bisogno di uno spazio di movimento. Le tecniche espressive possono regolare il bisogno di libertà come le regole di un gioco.

Il teatro a scuola regala un momento in cui ognuno può essere ciò che vuole, a seconda delle proprie predisposizioni. E’ utile ai bambini ma è molto utile anche agli insegnanti, per scoprire che anche chi non è fortissimo sul piano didattico ha delle carte nascoste sorprendenti.

Purtroppo a scuola c’è ancora un’idea del teatro a scuola antiquata e ormai superata, fatta di battute da imparare a memoria con voce impostata. I più dotati sono i protagonisti e gli altri fanno da contorno. Gli strumenti teatrali in realtà offrono molto di più. Dalla scoperta dello spazio occupato da noi e dagli altri, al proprio corpo come mezzo espressivo. Dalla possibilità di vivere le proprie emozioni, la relazione con gli altri, all’organizzazione all’interno di un gruppo, fino allo sviluppo di un’idea creativa .

Nelle lezioni aperte finali i ragazzi mettono in scena improvvisazioni, brevi scenette inventate da loro che Grazia, con occhio registico e spirito comico, riordina mantenendo le idee che nascono dalla creatività dei bambini e dei ragazzi. Io aggiungo la parte musicale e di movimento. Là dove invece il progetto prevede uno spettacolo, la classe sceglie un tema, sul quale sviluppa una storia. Inventa personaggi che prendono forma in un copione unico e originale che rimane legato a quell’unica classe. Sono copioni senza protagonisti, storie corali in cui tutti possono emergere.

Spesso le sorprese arrivano al momento dello spettacolo, dove le personalità sbocciano come fiori in primavera e anche bimbi rimasti nascosti  possono uscire allo scoperto.

La fine di un progetto è un momento emozionante anche per noi. Ogni volta la complicità della classe, impegnata nell’esibizione, ci riempie il cuore. E’ bello guardare i loro occhi che si cercano e tanta emozione condivisa. Non tutti gli insegnanti sempre capiscono il senso di questo progetto e talvolta i genitori rimangono delusi che il proprio figlio non emerga sugli altri. Noi pensiamo che a scuola ci sia già troppa competizione e troppe aspettative e preferiamo che il teatro rimanga un gioco di squadra e che ogni singolo membro della classe possa sentirsi importante per la propria diversità, come l’unico pezzo di un puzzle.

 

20 anni di teatro nelle scuole sono tanti. Grazia ed io ora abbiamo voglia di raccontare a qualcuno la nostra esperienza. Vogliamo formare persone, anche gli stessi insegnanti, che abbiano voglia di dare continuità al nostro lavoro.

Persone che condividano l’idea che il teatro a scuola è un meraviglioso strumento a servizio del gruppo.

Non dimentichiamo che al di là degli obiettivi personali, la classe scolastica è il primo luogo in cui i bambini possono imparare a stare con gli altri, a condividere, a rispettarsi, nonostante le diversità.

Per informazioni sui nostri progetti scolastici: segreteriaclack@gmail.com


Serena

Informazioni su Serena

Mi chiamo Serena e sono da sempre appassionata di danza e movimento, in tutte le sue forme. Mi sono formata studiando diverse tecniche e, in seguito, facendo esperienza come insegnante di danza, ginnastica dolce, espressione teatrale. In un appartamento milanese, in cui la musica regna sovrana, vivo con mio marito Andrea, e i miei tre figli, Alice, Giulio e Giacomo, che hanno danzato nel pancione e che facevo addormentare ballando il tip tap. Oggi sono danzamovimentoterapeuta e invito a danzare chiunque lo desideri, considerando i limiti come possibilità creative. Da vent'anni lavoro anche in ambito scolastico con la mia amica Grazia. Insieme abbiamo creato l'Associazione Culturale Clack, che promuove attività di danza e teatro e i nostri spettacoli. Mi piace scrivere di ciò che attraverso il movimento osservo, scopro, imparo. Qui e sul mio blog muoversidadentro.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “Perchè fare teatro a scuola