oggetto transizionale: si o no?


Ci sono bambini ossessionati dal ciuccio.  Per altri bambini invece è impossibile separarsi dal loro orsacchiotto preferito. Nemmeno per lavarlo dopo che magari ha vissuto 2 mila avventure ed in condizioni pietose. Niente di strano o patologico. E’ semplicemente il normale bisogno del bambino di un oggetto transizionale.
Priscilla non è attaccata morbosamente ad una cosa in particolare ma va a periodi. Da piccola (come se adesso fosse grande 🙂 ) aveva un paio di Orsacchiotti Dudù che la aiutavano a dormire. E che era meglio non dimenticarsi di mettere in valigia durante gli spostamenti.

Poi li ha abbandonati per il ciuccio e il biberon di latte dopo che ha smesso di attaccarsi al seno. E ora si addormenta toccando prima i miei capelli e poi i suoi.  Arrotolandoli finchè non si rilassa del tutto.

Cos’è un oggetto transizionale?

E’ un oggetto a cui il bambino si affeziona. Può essere come dicevamo un orsacchiotto. Il ciuccio è il più diffuso. Anni fa si usava ad esempio dare un lenzuolino ai bambini. Alcuni non si staccano da una vecchia maglietta di mamma. Tutto può diventare un oggetto transizionale. Dipende dal valore emotivo ed affettivo con cui lo investe il bambino.

L’oggetto transizionale è infatti un oggetto che ha un significato emotivo per il bimbo. Che lo calma e lo rassicura. La sua costante presenza diventa rassicurante per il fatto di ricreare intorno al bambino un ambiente ben conosciuto. Che ricorda al bimbo la cura, l’amore e la presenza dei genitori.

Queste funzioni di rassicurazione, di testimonianza e di compagnia continuano a essere svolte da questo oggetto man mano che il bambino cresce.

E spesso l’oggetto transizionale infatti è di conforto e aiuto durante i primi distacchi.

Al nido, soprattutto durante l’inserimento, consigliavamo infatti di far portare  al bambino il suo oggetto transizionale, il ciuccio o il gioco preferito. Per fagli portare un po’ di mamma e di casa al nido. Per aiutarlo a superare questa prova. Per trovare in lui conforto e la forza per inserirsi nel nuovo mondo.

L’oggetto transizionale ha quindi anche l’importantissima funzione di supportare il bambino nel suo percorso di autonomia. Che tra i vari step, ha anche quello di imparare ad auto calmarsi.

Quando abbandonare l’oggetto transizionale?

Gli esperti dicono che il bisogno del bambino dell’oggetto transizionale dovrebbe scomparire del tutto nel bambino entro i 7/8 anni. Dopo tale età può essere un sintomo di qualche problema. (Ripeto può.. conosco persone che da adulte mantengono il loro orsetto preferito o il lenzuolo dell’infanzia. E non sono patologiche 😉 ).

Normalmente l’esigenza di un supporto cosi forte inizia a scemare man mano che i bambini diventano più grandi e autonomi. Che acquisiscono competenze e che imparano ad esprimere i loro bisogni.

E piano piano si possono accompagnare a fare esperienze anche senza l’uso del proprio oggetto di supporto. Sottolineandone poi il successo e l’autonomia acquisita.

I vostri bimbi usano o hanno usato un oggetto transizionale? Cosa hanno scelto?

 

 

 


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.

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