Meduse e tracine: cosa fare se un bimbo viene toccato.


Ospitiamo l’articolo di Danila del blog “Una Mamma Si Racconta“.
Una mamma blogger come me e che come me (e quasi tutte le mamme direi 😉 ) fa ogni giorno i salti mortali per riuscire a conciliare tutti gli impegni. Oggi ci darà qualche utile consiglio su come proteggere e curare i nostri bambini da meduse e tracine. Animali stupendi (le meduse almeno 😉 )  da vedere ma un po’ meno da incontrare troppo ravvicinatamente. Buona lettura!

(vi siete persi l’articolo sul Sea life di Benalmadena?)

Meduse e tracine: cosa fare se un bimbo viene toccato.

“Andare al mare, giocare con la sabbia, fare un bagno, prendere il sole e divertirsi: a tantissimi bambini piace questa esperienza, che viene ripetuta più volte nel corso dell’estate, visto che il mare piace moltissimo anche agli adulti. 

I più piccoli sono sempre molto contenti quando si va in spiaggia con tutta la famiglia, perché sanno che si divertiranno un mondo. Il mare e la spiaggia rappresentano infatti un’ottima occasione di svago per i giovanissimi, e l’aria che si respira fa molto bene anche alla loro salute.

Il mare è quindi salutare e divertente, ma può rappresentare anche un pericolo in alcuni casi: per esempio, bisogna stare attenti affinché anche i più piccoli siano protetti dall’azione eccessiva dei raggi del sole. Inoltre, i pericoli possono derivare anche dall’entrare a contatto con delle creature marine come le meduse e le tracine. Nei prossimi paragrafi, ti spiego il perché e come intervenire in caso di emergenza.

Meduse e tracine: cosa sono e perché rappresentano un pericolo

La medusa è un animale prevalentemente marino. Ha un aspetto gelatinoso dovuto al fatto di essere composto dal 98% di acqua. La sua anatomia è piuttosto semplice: si compone dell’ombrella e da diversi tentacoli tra cui la bocca, la quale si collega alla cavità gastrovascolare. 

La superficie dei tentacoli della medusa presenta delle piccole capsule urticanti, chiamate cnidocisti: queste capsule si aprono se le tocchiamo, e rilasciano dei filamenti urticanti, e certe volte delle tossine vere e proprie. 

Nei mari che bagnano l’Italia è difficile trovare meduse mortali. L’unica medusa mortale è originaria dell’Atlantico, e si chiama “physalia”. Ma anche quando non si è in presenza di una medusa mortale, toccarla è sempre da evitare: l’azione dei suoi tentacoli può causare irritazione e bruciore sulla pelle. Stando all’interno dell’acqua può però capitare di non notare la presenza di queste creature, e quindi di toccarle involontariamente con il piede o altre parti del corpo.

La medusa ha quindi quei tentacoli, che usa per bloccare le sue prede ma anche per difendersi, provocando dolore. Se un bambino in acqua tocca una medusa, è molto importante intervenire al più presto. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda le tracine.

Le tracine, anche conosciute come pesci ragno, vivono esclusivamente sui fondali marini sabbiosi o fangosi, specialmente entro i primi 30 metri di profondità. Sono pesci riconoscibili dalla bocca incisa verso l’alto, ed anche dal fatto di avere un corpo schiacciato lateralmente e gli occhi sporgenti. 

Le spine dorsali di ciascuna tracina sono velenifere. L’animale usa le sue spine dorsali sia per difendersi dai predatori che per attaccare. Le abbassa quando è nella fase di riposo, ma appena avverte qualche pericolo le alza e le mette in azione. 

Nel mix velenifero delle spine dorsali della tracina sono presenti anche serotonina e istamina, sostanze che scatenano una sensazione di panico a coloro che vengono punti.

Come comportarsi con i bambini, nel caso in cui toccassero per sbaglio meduse e tracine? Potrai scoprirlo leggendo le prossime righe.

Cosa fare se i bambini entrano in contatto con meduse e tracine

Come visto nel paragrafo precedente, meduse e tracine possono rappresentare un problema serio, specialmente perché in grado di causare dolore e bruciore. Questi animali, nel tentativo di difendersi da possibili attacchi mettono in azione meccanismi di difesa che hanno delle conseguenze serie sulle parti del corpo colpite.

Cosa fare se i bambini toccano una medusa e sentono dolore?

La prima cosa è sciacquare la zona interessata dal contatto: per farlo ti occorre l’acqua di mare. Molto importante è anche evitare di grattare e strofinare tale zona, visto che sono azioni che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione. Dovresti farlo presente anche al bambino o alla bambina che è stata ferita.

Una volta sciacquata la zona colpita, il senso di bruciore dovrebbe passare da solo dopo qualche ora. In alternativa, puoi acquistare in farmacia un gel al cloruro di alluminio e metterlo sulla parte del corpo del bambino che è stata interessata dal contatto con la medusa, allo scopo di alleviare il fastidio. Oppure (meglio ancora), puoi chiedere al bambino di immergere questa zona del suo corpo in acqua calda (40-50 gradi) per una ventina di minuti, così da disciogliere le tossine. 

Se dovessero sorgere altri sintomi (vertigini, sudorazione, confusione, problemi a respirare), ti suggerisco di chiamare il 118 per evitare che il bambino subisca un possibile shock anafilattico.

Altro consiglio: è meglio non esporre la parte ustionata del bambino al sole per almeno qualche giorno, così da evitare che si formi una cicatrice.

E per quanto riguarda le tracine? Nel caso in cui questo aprticolare pesce punga i bambini, la parte colpita tenderà a diventare molto gonfia.

In caso di puntura da tracina, invita il bambino ad immergere la parte colpita all’interno di acqua calda per circa mezz’ora. Nel frattempo, contatta un medico, che effettuerà una terapia a base di antibiotici e in certi casi anche una terapia antitetanica.”

Speriamo che siano consigli che nessuna debba mai utilizzare, ma meglio sapere cosa fare e non usarlo che trovarsi impreparate no? 😉

Ancora grazie a Danila e a presto!


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo lontano dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno. Da novembre 2018 siamo a Malaga, pronti per nuove avventure! ;)

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