Emanuela, mamma expat a Londra


Oggi nella rubrica “il mondo delle mamme” ospitiamo Emanuela, mamma expat a Londra, di Leonardo.

Nata e cresciuta a Piacenza, ha vissuto quasi 15 anni a Milano per innamorarsi di un siciliano e con lui trasferirsi a Londra. Con un passato da workaholic, una passione per tutto quello che è comunicazione e un debole per birra e patatine fritte, ora è prima di tutto la mamma di Leonardo. Entusiasta per natura, della sua vita inglese ama tutto. Ma non si è fatta mancare i momenti in cui avrebbe voluto prendere a testate il muro chiedendomi ‘chi me l’ha fatto fare?!’ (come succede a credo il 100% degli expat in alcuni momenti 😉 ). Quando scrive racconta perché trasferirsi in UK e creare una famiglia lì sia stata dopotutto la decisione più azzeccata che potesse prendere.

Lascio spazio al racconto di Emanuela!

Sono una mamma. Sono la mamma di Leonardo.

Lo sono per quasi tutte le persone che conosco qui a Londra, perché la maggior parte delle amicizie sono nate durante la maternità e perché nei posti che frequento siamo tutte la mamma di qualcuno.
Mi pesa? Non direi. Mi definisce in questo momento della mia vita, senza che nulla tolga a chi ero prima di avere Leo, e definisce quello che sarò per sempre. In mezzo a mille altri ruoli e sfumature.
Sono la mamma di Leonardo, dicevo.
Sono arrivata a Londra a dicembre 2014, lasciando a Milano un lavoro di successo nel marketing che amavo alla follia per seguire quello che sarebbe diventato mio marito. 
Ricordo come fosse ieri la sera in cui ha mandato il suo cv in giro per il mondo, io che pensavo che lo facesse per gioco e che non si sarebbe mai concretizzata l’opportunità.

Poi le offerte sono arrivate e con loro la decisione di lasciare Milano, la nostra casa, il lavoro, gli amici e partire, noi due.

Lui è andato avanti, io l’ho raggiunto dopo qualche mese, il tempo di essere sicuri che quella vita faceva per noi e non saremmo tornati indietro.
E così sono arrivata a Londra, con un altro lavoro trovato qualche settimana prima di trasferirmi, due valigie piene dei miei anni a Milano e whatsapp in subbuglio.
Leo è nato poco più di un anno dopo – nel frattempo ci siamo sposati, abbiamo cercato un appartamento più grande e abbiamo iniziato a chiamare casa questo paese e questa città, piena di contraddizioni, eppure meravigliosa.
Una città in cui è impossibile non sentirsi soli, ma che ti rimette in pace con te stessa appena le giornate si allungano e le nuvole diventano viola. 

Paradossalmente mi sono sentita molto più sola il primo anno quando andare oltre ad un Hi, how are you? in ufficio sembrava impossibile, che una volta diventata mamma.

 Sarà che da brava secchiona avevo fatto i compiti in gravidanza. Innanzitutto mi sono iscritta a un corso pre-parto di quelli in cui ti vedi una sera a settimana per un paio di mesi con altre future mamme che abitano a meno di un km da te e hanno scadenze ravvicinatissime alla tua. Così hai il tempo di farti due conti e capisci che diventare amiche ti salverà la vita – che detto così pare brutto, ma adoro il pragmatismo inglese e devo dire che funziona.
Con Leo appena nato mi sono girata tutti i café di Greenwich facendo subito mia la simpatica abitudine delle neo-mamme locali di darsi appuntamento ogni giorno, più volte al giorno, per coffee & cake. 

Quando mi sono resa conto che nelle prime settimane dopo il parto avevo messo su più kg che in tutta la gravidanza, ho capito però che forse era ora di ampliare gli orizzonti.
Così ho imparato a memoria orari e attività di tutti i children’s centre e biblioteche della zona e ho iniziato a costruire il mio fantastico repertorio di nursery rhymes inglesi. Le so tutte!

Insomma, così è iniziata la mia avventura da mamma di Leonardo.

 Con giornate passate a imparare un nuovo ritmo, a dormire a comando, a sforzarmi di uscire e respirare aria fresca, ad annusargli la pelle, a correre in doccia in punta di piedi per non svegliarlo, a restare sul divano per ore, con lui addosso. Che la doccia la posso fare dopo ma di questa meraviglia non posso perdermi neanche un attimo.

Se penso ai primi mesi di Leo ricordo la fatica e ricordo la felicità, ma soprattutto ricordo di essermi sentita estremamente fortunata.

Perché non ho avuto momenti di buio, perché la solitudine non mi ha inghiottito. Perché ho un marito meraviglioso che mi ha fatto dormire. Che mi ha preparato da mangiare e mi ha stretto a sé quando dubitavo di me.
Perché puoi essere convinta e felice delle tue scelte, ma arriva il momento in cui ti chiedi se hai fatto la cosa giusta, se stai facendo bene.
Quando succede lo guardo, così piccolo e così deciso, quando mi dice “No mamma baci” e corre dal suo papà. Quando lo vado a prendere all’asilo e mi dice “Mamma, look!” stringendomi la mano e trascinandomi verso i suoi giochi preferiti. Quando prima di andare a dormire passo nella sua camera e gli faccio una carezza sulla testa come faceva il mio papà con me. 

Londra mi ha regalato il lusso di fare la mamma a tempo pieno e sono immensamente grata per questo.

Ho potuto scegliere di non rientrare al lavoro, mi sono presa del tempo per scrivere (su Italianmums.co.uk in particolare). E per esplorare altre strade e ne ho trovata una quando nemmeno mi era resa conto che avevo iniziato a cercarla.
Frequentando playgroup e rhyme time infatti ho scoperto un mondo a me totalmente sconosciuto prima della maternità, quello dell’intrattenimento dei bimbi, anche piccolissimi.

Dopo averlo vissuto da spettatrice per mesi, ho incontrato un’altra mamma expat italiana, Eleonora, che è una delle due fondatrici di Talia e la Valigia delle Idee. 
E insieme abbiamo scommesso su di me e su un talento che non sapevo di avere.
Abbiamo iniziato a organizzare un playgroup settimanale per i bimbi italiani e bilingue che vivono a Londra. Per incoraggiarli a praticare la lingua e a conoscere cultura e tradizioni del nostro paese.
Siamo partite lo scorso luglio con un incontro a Greenwich, dove abitiamo. E ora praticamente ogni giorno mi sposto in giro per Londra portando il playgroup in cinque diverse zone della città, da Hammersmith a Fulham, da Mayfair a Shepherds Bush!
Talia e la Valigia delle Idee è una charity e dedicare il mio tempo a questo progetto, stando allo stesso tempo con Leo e facendolo divertire in mezzo a tanti altri bambini è meraviglioso. 

Non posso sapere come sarebbe andata se fossimo rimasti a Milano, ma so che questa vita londinese ci piace molto e che sono felice.

E credo che uno dei regali più preziosi che una mamma possa fare al proprio bambino sia proprio quello di essere felice lei per prima. O almeno provarci.”

Ringrazio Emanuela per questo splendido racconto di evoluzione, aspetto che spesso accompagna il diventare mamma e l’espatriare. Vi aspettiamo presto con il prossimo racconto di mamma.

Se anche tu vuoi partecipare alla rubrica “Il mondo delle mamme” scrivimi il tuo racconto a centrifugatodimamma@gmail.com 
Ti aspettiamo! 🙂


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.

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