Il mondo delle mamme: Monica – mamme, figli e lupi


Monica Faggiani è un’attrice, si diploma nel 1992 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Perfeziona la sua formazione con Leo De Berardinis, Federico Tiezzi, Andrea Taddei, Walter Malosti, Elio De Capitani, Peter Clough.
Lavora con alcuni dei più importanti registi italiani.
Attualmente dirige il Teatro Libero di Milano.
Ha da poco iniziato a lavorare come autrice teatrale scrivendo per se e per altri.
Laureata in Psicologia e diplomata come Counselor Teatrale è attualmente impegnata in Progetti di Formazione aziendale.
Oltre a tutto questo, però, Monica è anche mamma di Francesco e ci racconta la prima vacanza da sola con il suo bambino.

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Ci sono donne che corrono coi lupi e mamme che viaggiano coi figli.
E a ben vedere non sono molto distanti!
Ci vuole la stessa selvaggia incoscienza ad intraprende un viaggio tutta sola con tuo figlio!
Capiamoci subito…per viaggio non intendo andare al club med dove per 6 ore tuo figlio è parcheggiato al mini club e neanche andare alla casa in Liguria con la tata (quando sei fortunata) o con la suocera (quando la sfiga ti attanaglia).
Per viaggio intendo proprio viaggio: un aereo e via… una macchina (o scooter per chi è capace) da affittare, una cartina alla mano, possibilmente uno zaino (ma io faccio sempre fatica  a rinunciare al mio amato trolley rigido).

E un’avventura da vivere…
Tu e tuo figlio!!!

Il primo viaggio vero con mio figlio non potrò dimenticarlo mai!
Mi ero da poco separata dal mio compagno di allora.
E l’unico rimpianto che avevo era di non aver aspettato a lasciarlo dopo le vacanze.
Non si lascia nessuno a maggio questo sia chiaro per tutte!
Luglio arriva in men che non si dica e tu capisci che tu e tuo figlio non potete restare a lungo a Milano.
L’ex marito si è già organizzato, le amiche non ci pensano proprio a venire in vacanza con te, le mamme che frequenti hanno famiglie di ferro e tu ti ritrovi sola, a tarda sera, di fronte ad uno schermo a decidere dove trascorrere quelle settimane di agosto.
La tentazione di scegliere Cesenatico è forte.

 

Hai un po’ paura.
Non lo hai mai fatto, nei tuoi viaggi tu e tuo foglio avevate sempre qualcuno cui appoggiarvi, da cui farvi aiutare, con cui condividere le scelte.

E adesso? Siete solo tu e lui.

Fai un respiro profondo e clicchi conferma.
L’aereo per la Grecia è acquistato.
La Grecia è un buon compromesso.
Ti permette mare e escursioni, chiesette tutte bianche da scoprire, porticcioli azzurri dove cenare.
E poi è vicina, dovesse succedere qualcosa di terribile puoi subito tornare indietro e in un ora sei al riparo nella tua casetta.

Il viaggio non è partito sotto i migliori auspici.
Arrivati a Kos in piena notte l’Hotel prenotato in realtà non era prenotato.
Allora cerchi velocemente qualcosa perché tuo figlio ha 8 anni e muore di sonno aggrappato a te.
Trascini le valige (per fortuna alla fine hai scelto il trolley) prendi un taxi e ti fai portare in un alberghetto trovato su internet.
L’alberghetto fa schifo e nella hall ci sono turisti ubriachi.
Il bagno è scrostato, i letti sono quelli di metallo da caserma, e mentre tuo figlio dorme placido accanto a te tu pensi sconsolata che la mattina dopo ripartirai con il primo aereo per tornare a casa.
Non chiudi occhio.

La mattina ti alzi chiudi le valige dalle quali avevi cacciato giusto lo spazzolino e il pigiama.
Scendi nella hall, paghi ed esci di lì.
Sei già con il pensiero al taxi che ti porterà in aeroporto.
Ma appena fuori c’è un cielo azzurrissimo, un sole splendente e di fronte a noi il mare.

Tuo figlio è entusiasta, ha già il costume addosso (perché comunque i bimbi sono sempre più avanti) e gli occhi che brillano.

Perché no penso?
La spiaggia è bellissima… libera e attrezzata, sabbia chiara, mare blu.
L’atmosfera è accogliente, facce simpatiche ti sorridono tranquille.
E tu senti sciogliersi quell’ansia che da ore non ti lasciava andare.
Alla fine della giornata ti accorgi che anche l’ultimo aereo che avresti potuto prendere è partito senza di te.
E la cosa non ti dispiace.
Quando sei una mamma che viaggia da sola con il figlio finisci per conoscere altre mamme che viaggiano da sole con i figli.
E non solo.
Due telefonate e ho affittato prima una macchina e poi prenotato un appartamentino sul mare da cui ogni sera alle 20.30 io e Francesco abbiamo potuto ammirare tramonti bellissimi.

Quando sei una mamma che viaggia con i figli, esattamente come per le donne che corrono con i lupi, nulla ti fa più paura, trovi una soluzione a tutto e la gioia ogni sera si rispecchia negli occhi del tuo bimbo.
Ti senti invincibile e un po’ lo sei.
In fondo sei una super eroina!
Una guerriera pronta a tutto!

Sono seguiti tanti viaggi, tante avventure, io e mio figlio.
Città d’arte, posti esotici, isole lontane…
Ma quel primo viaggio ha un sapore che mai dimenticherò. Un sapore forte, deciso e al contempo dolcissimo.

Mio figlio poi quell’estate ha fatto mille altre vacanze (barca a vela, montagna, Londra per la prima volta) eppure il primo giorno di scuola alla domanda della maestra su quale fosse stata la sua vacanza più bella ha risposto: “quella in Grecia, con la mia mamma”.

E sono soddisfazioni.
Commoventi soddisfazioni.

Se anche tu vuoi partecipare alla rubrica “Il mondo delle mamme” scrivimi il tuo racconto a centrifugatodimamma@gmail.com 
Ti aspettiamo! 🙂


Chiara

Informazioni su Chiara

Ciao! Sono Chiara e sono una “non mamma” di 38 anni. Cosa ci faccio qui? Anche se non ho bimbi miei sono una zia, di tanti nipoti, di “sangue” e acquisiti. Inutile dire che amo trascorrere il tempo con loro.   Non sono una vagabonda e sono molto abitudinaria, ma ho mille passioni e qui, a Milano e dintorni, non sto mai ferma. Amo il teatro, la lettura, i giochi e i fumetti e ho fondato Youmani Onlus, una associazione che si occupa della divulgazione della cultura teatrale. Organizzo eventi e cerco di creare sempre qualcosa di nuovo. E lo faccio per passione! Nel senso che il mio vero lavoro è un altro e poco c’entra con tutto questo.   Cerco di passare tutto il tempo che posso con i miei nipoti e così il mio sarà, nel blog, lo sguardo della zia. Uno sguardo amorevole e accogliente, ma anche ampio e che un po’ vizia e un po’ diverte, che segue e asseconda. Ma che dice anche le cose come stanno. che inventa giochi e legge libri, che accompagna in una domenica pomeriggio… E che, soprattutto, regala un sorriso.


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