Il metodo Montessori: cos’è e i suoi principi base


Il metodo Montessori, conosciuto anche come “il Metodo per educare bambini felici”, prende il nome proprio dalla sua creatrice Maria Montessori, la prima donna medico in Europa,  e viene utilizzato oggi da più di 30.000 scuole in tutto il mondo distribuite in più di cinquanta paesi.

” Non si può ottenere nulla nel mondo dell’adulto se prima non si opera in quello del bambino”

                                                                                                                                        Maria Montessori

I principi alla base del metodo Montessori sono applicabili da tutti, anche in casa e in famiglia, in quanto i materiali indicati nelle guide che lo spiegano possono essere ricreati anche in casa col fai da te.

I periodi del bambino

Maria Montessori affermava l’esistenza di tre periodi embrionali nella crescita del bambino che sono:

  • l’embrione fisico prima della nascita;
  • l’embrione psichico o spirituale che va dalla nascita sino ai 3 anni;
  • l’embrione sociale dai 3 ai 6 anni.

Fra questi tre periodi quello ritenuto più importante da Maria Montessori per il corretto sviluppo del bambino è quello della costruzione psichica ovvero dalla nascita i 3 anni.

Il Metodo Montessori

Al centro di questo metodo troviamo l’apprendimento del bambino con la sua esigenza di conoscere e imparare. Il metodo Montessori non è finalizzato al solo apprendimento di informazioni e nozioni come avviene nella scuola tradizionale, ma il suo approccio è quello di portare fuori il potenziale di cui ciascun bambino dispone aiutandolo ad esprimersi nel miglior modo possibile in tutte le fasi della vita e nel suo lungo percorso.

Lo scopo è quello di far amare al bambino l’apprendimento stesso in ogni forma e circostanza e quindi di amare la vita.

E’ importante in questa modalità di apprendimento anche l’ambiente che riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei bambini. Dovrebbe essere ricco e stimolante dove si svolgono attività didattiche ma  anche le attività di pratiche quotidiane.

La scuola della Montessori viene chiamata la “casa dei bambini” proprio perché l’ambiente è simile a quello di vita naturale del bambino, organizzato in modo tale da suscitare interesse nel bambino che va così alla scoperta e all’esplorazione in autonomia.

Il bambino dovrebbe avere la possibilità di venire direttamente in possesso degli oggetti e dei materiali di cui, in quel particolare momento, sente il bisogno, prelevandoli da tavoli, da armadi, da scaffali che siano “alla loro portata” e che non li costringano a ricorrere all’aiuto di un adulto.

 

Maria Montessori ha cercato di unire in modo bilanciato tutti gli aspetti dell’apprendimento e questo ha permesso  che i principi base del suo metodo possano oggi ancora essere applicati sia da educatori, che da insegnanti che dai genitori stessi.

Spesso il Metodo Montessori viene utilizzato come inizio nell’Educazione Parentale.

I 10 principi base del Metodo Montessori

1) Ambiente e ordine

L’abitudine all’ordine aiuta i bambini a comprendere quanto sia importante riporre giocattoli e oggetti al proprio posto quando non servono più. Per fare questo è necessario mettere a disposizione del bambino contenitori e mobili adeguati alla loro età e alla loro altezza, come una libreria in miniatura.

2) Movimento e apprendimento

Secondo Maria Montessori, i bambini hanno bisogno di concentrarsi nelle attività che svolgono e soprattutto in quelle che richiedono l’utilizzo delle mani, per permettere loro di  imparare la coordinazione e la concentrazione giocando.

3) Libertà di scelta

Nel metodo Montessori la libertà di scelta è uno dei principi più importanti perché permette al bambino di essere lasciato libero di compiere le proprie scelte, in questo modo assorbe più informazioni.

Il bambino non deve fare ciò che vuole ma essere indirizzato a scegliere la cosa giusta da fare senza pressione ma in autonomia con i giusti stimoli.

4) Stimolare interesse

L’ambiente in cui vive il bambino dovrebbe essere stimolante e ricco di oggetti interessanti, questo permette al bambino di imparare e apprendere meglio. Strumenti per disegnare e colorare, materiali semplici con cui creare degli oggetti fatti a mano, libri diversi da sfogliare e leggere quando lo saprà fare e da non dimenticare anche la musica di sottofondo al gioco che sia classica o rilassante.

5) Le ricompense

Non ci sono ricompense nel metodo di  Maria Montessori, per lei non esistevano premi o punizioni.  Il vero premio era riuscire a raggiungere l’obiettivo e aver imparato qualcosa grazie alle proprie forze e alla propria curiosità.

6) Attività pratiche

Le attività pratiche dovrebbero essere concentrate soprattutto in età prescolare per sviluppare l’apprendimento del bambino, così che sia facilitato durante gli anni successivi della scuola.

Le attività pratiche aiutano a stimolare nel bambino il senso del tatto, della vista e dell’udito, ad imparare l’ordine, la concentrazione e l’indipendenza.

7) Bambini in gruppi di età diverse

Maria Montessori credeva che i gruppi con bambini di età diverse fossero uno stimolo per sviluppare l’apprendimento. I bambini di età più piccoli infatti saranno incuriositi da ciò che faranno i bambini di età più grande e saranno stimolati a chiedere e a imitare. I bambini più grandi a loro volta saranno stimolati nell’insegnare ai più piccoli.

Lasciare interagire i bambini di età diverse in modo che imparino gli uni dagli altri è nel metodo uno dei principi basi fondamentali.

Principio importante per quelle famiglie con figli di età diverse.

8) Il contesto

Le attività svolte dai bambini e con i bambini è importante che siano inserite nel contesto giusto. Questo principio serve a far si che i bambini le comprendano più facilmente e le ricordino nel tempo. Importante ricordare che i bambini imparano e ricordano meglio facendo una cosa piuttosto che spiegarla solo a voce senza fargliela fare.

9) Il ruolo dell’insegnante

Secondo Maria Montessori, l’insegnante non è solo la persona che tiene le lezioni parlando dei vari argomenti di competenza, ma ha il ruolo di dirigere e agevolare le attività dei bambini.

Il coinvolgimento diretto nelle attività da parte dei bambini è un modo per renderle più divertenti e meno statiche e a non fargli così perdere la concentrazione.

10) Indipendenza e autodisciplina

I bambini col tempo imparano a conoscere sé stessi, le proprie passioni e inclinazioni facendo comprendere anche ai propri genitori quale sia lo stile di apprendimento che preferiscono e quali siano le attività che più amano. Per esempio alcuni bambini amano le attività all’aperto, altri leggere e posti tranquilli, altri le attività manuali e così via. In questa fase è molto importante l’osservazione e l’ascolto dei genitori.

Il metodo Montessori incoraggia i bambini a sviluppare indipendenza e autodisciplina.

Voi lo conoscevate? Che ne pensate?

 


Silvia

Informazioni su Silvia

Diplomata in Perito Aziendale nel 2000, nel 2008 conseguo anche il diploma in Scienze Naturopatiche ad indirizzo Psicosomatico. Continuo a studiare Floriterapia , Aromaterapia, Fitoterapia, Cristalloterapia, Riflessologia, Medicina Tradizionale Cinese, Alimentazione Naturale e discipline come Meditazione, Reiki per il riequilibrio emozionale ed energetico. Conseguo l’attestato in Fitoterapia funzionale riequilibrio metabolico, drenaggio e detossificazione. Amante della Natura a 360°. Diventata mamma nel 2017 sto approfondendo la metodologia dello studio parentale e della Scienza della Formazione come Assistente all’Infanzia e di Educazione Alimentare per i bambini e anche seguito un corso come assistente per l’allattamento. Continuo ad aggiornarmi e a frequentare vari corsi per migliorare sempre più la mia professione e conseguire anche il patentino da pubblicista. Lavoro come copywriter su commissione e come Naturopata. Potete seguirmi alla pagina Facebook , su Instagram e su linkedin.

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