Nell’ entroterra della repubblica dominicana – la nostra esperienza


Come vi avevo preannunciato prima di ferragosto, noi quest’anno, anche se non è un giorno festivo, lo abbiamo passato, insieme ad alcuni amici, nell’ entroterra della Repubblica Dominicana.

L’ entroterra della repubblica dominicana è ricco di paesaggi diversi tra loro.

Siamo partiti da Sosua lunedi mattina in macchina, direzione Jarabacoa. Ci abbiamo impiegato circa 3 ore scegliendo la strada panoramica che passa attraverso le montagne e i piccoli paesini rurali (scelta non felicissima se soffrite la macchina come me e, come abbiamo scoperto proprio durante questo viaggio, Priscilla 🙁 ). La strada offre panorami mozzafiato e il verde la fa da padrone! La tentazione era di fermarsi ad ogni curva per immortalare ciascuna vista.. ma così non saremmo mai arrivati! Invece per le 12 circa, nonostante 2 stop tecnici causa vomito, siamo arrivati a destinazione! Dove abbiamo incontrato i nostri amici venuti dall’italia che nei giorni scorsi erano al sud (nella zona di Bayahibe).

Jarabacoa è un piccolo paesino della provincia di La Vega conosciuto anche come Paese delle acque.

E una volta arrivati li abbiamo capito perchè ;). Jarabacoa sorge vicino a tre grandi fiumi:  Baiguate, Jimenoa e Yaque del Norte.

E’ un paese non molto turistico se pensiamo agli stranieri (che ovviamente per il 90% scelgono le coste e le spiagge dominicane) ma è una delle mete di vacanza preferite dei dominicani più abbienti, che spesso qui hanno la seconda casa. Soprattutto per il clima! Essendo a circa 525 metri sul livello del mare, permette di trovare giornate calde ma non afose e refrigerio durante la notte per gran parte dell’anno. Diciamo una luuuunga primavera 🙂 Decisamente non male!

Noi ci siamo diretti subito al Salto de Jimenoa, parco naturale proprio alle porte della cittadina.

L’ingresso alle cascate è bel segnalato (stranamente) e si arriva facilmente al parcheggio vicino all’ingresso del percorso. L’ingresso costa 50 pesos (circa un euro) per gli adulti e i bambini sopra i 9 anni. I più piccoli non pagano. Appena paghi ti fanno accedere al sentiero che conduce fino alla cascata principale. Ti avvisano da subito di stare molto attenti ai bambini, tenerli vicino e per mano. Questo perchè il percorso che conduce fino al Salto de Jimenoa è costituito da un piccolo sentiero a strapiombo sul fiume alternato a ponti tibetani semimobili. Il sentiero non è lungo (circa 500 m) e i ponti non sono altissimi ma c’è sicuramente da stare attenti.

Il paesaggio attraverso cui si cammina è bellissimo. Si costeggia e attraversa il fiume Jimenoa e è circondati da una foltissima vegetazione. Essendo un periodo che non sta piovendo molto il fiume non è altissimo ma comunque abbiamo potuto vedere piccoli laghetti ed insenature e cascatelle secondarie lungo tutto il percorso. E ovviamente al finale del percorso, la famosa cascata. Il Salto de Jimenoa! Alta 40 metri, si riversa in un laghetto dai colori spettacolari!!! Purtroppo si può osservare solo da un paio di terrazze di legno e non si può accedere ne al laghetto ne nelle immediate vicinanze. Ma è comunque bello da vedere. Anche Priscilla ha apprezzato ed è rimasta incantata ad osservare questo muro di acqua che cadeva dall’alto.

Scendendo poco più a valle ci siamo fermati in una piccola area segnalata come area per poter fare il bagno. Ci sono infatti due piccole piscine naturali dove potersi rinfrescare nelle fresche acque del fiume. I bambini si sono divertiti tanto ad arrampicarsi sulle rocce, raccogliere tesori (piccole pietre colorate) dalle acque, e farsi trasportare dalla corrente. E anche noi adulti ne abbiamo approfittato. Si stava veramente bene 🙂 Priscilla era perplessa dalla temperatura dell’acqua (abituata alle calde acque caraibiche) ma non si è lasciata intimorire…anzi! 😉

Verso le 3 del pomeriggio siamo venuti via. Nella zona della cascata non ci sono ristoranti o bar quindi meglio premunirsi con pranzo al sacco o calcolare i tempi e mangiare poi nella vicina cittadina. Noi volevamo invece subito proseguire per arrivare a destinazione per la notte, prima del buio, quindi abbiamo fatto uno spuntino veloce con cibo che ci eravamo portati, prima di ripartire.

 

Abbiamo deciso di passare la notte in un piccolo hotel che si affaccia sulla Presa de Tavera.

Presa è la parola usata per definire una diga.  Una diga infatti da origine a questo grande lago della provincia di Santiago, grande riserva idrica del paese. E paesaggio a dir poco spettacolare.

A circa 1 ora di macchina da Jarabacoa, siamo arrivati facilmente a Tavera viaggiando sulle strade principali. Il nostro hotel era esattamente sul lato opposto del lago, nella parte più montana e non servita da strade asfaltate. Arrivando al lago si può decidere se proseguire con la macchina (come abbiamo fatto noi visto che possiamo contare sul 4×4 e non erano previste pioggie) o se lasciare la macchina e farsi accompagnare dai Boatconcho. Boatconcho è un simpatico termine (boat=barca in inglese e concho= temine dominicano generico per taxi) usato per indicare le barche che per pochi pesos ti accompagnano nelle varie zone intorno al lago difficili da raggiungere in auto.

Abbiamo scelto di soggiornare all’hotel Villas del lago. In effetti il percorso per raggiungere l’hotel è veramente impervio e in alcuni punti il 4×4 è veramente indispensabile. Dopo una mezz’oretta circa di strada sterrata siamo comunque arrivati a destinazione sani e salvi 😉 E ci siamo potuti rilassare godendoci il panorama meraviglioso.

Dalla terrazza dell’hotel si può infatti godere di una vista mozzafiato aperta a 180 gradi sul lago e le montagne circostanti, sdraiati sulle sdraio o le comode amache messe a disposizione. 

L’hotel dispone di sole 6 camere. E’ una sistemazione semplice ma confortevole e pulita e la coppia dominicana che lo gestisce con le 2 figlie sono simpatici e gentilissimi. (l’hotel ha anche una parte di campeggio con delle tende ma non le abbiamo viste in prima persona quindi non vi so dire come sia questa sistemazione 😉 )
Abbiamo cenato direttamente li chiedendo il piatto del giorno (ehm diciamo non proprio il massimo, ma apprezziamo lo sforzo, e soprattutto eravamo veramente affamati! 😉 ), sempre sulla terrazza panoramica da dove ci siamo potuti godere il tramonto sul lago e una notte stellata meravigliosa. Dopo cena Maribel e suo marito ci hanno stupito accendendo un falò bellissimo e preparando spiedini di marshmallow da abbrustolire nel fuoco e mangiare ancora caldi. Si proprio come nei film americani 🙂 I bambini si son divertiti tantissimo! E vi assicuro, non solo loro! Abbiamo potuto chiacchierare intorno al fuoco in tutta calma e goderci la serata. Finchè i bambini non hanno iniziato ad accusare la stanchezza della intensa giornata. Tutti a nanna quindi!

La mattina dopo è comincia con una colazione tipica dominicana, sempre vista lago, per poi proseguire con un giro in Kayak sul lago, con l’attrezzatura messa a disposizione dell’hotel.

Era la prima volta per Priscilla che si è divertita a farsi portare in giro da Papà Gianlu per il lago. Solo non ha apprezzato il fondo del lago. Ha voluto per forza farsi il bagno al rientro dal giro (visto che come sapete ama tantissimo l’acqua) ma appena ha fatto 2 passi nel lago, è scappata a gambe levate. La melma evidentemente non le è piaciuta granchè! ahhhaha

Il tempo di risistemarsi e verso mezzogiorno siamo ripartiti. Noi verso casa e i nostri amici hanno invece proseguito verso la penisola di Samanà per continuare l loro esplorazione dell’isola.

E’ stato veramente un bel giro nell’ entroterra della repubblica dominicana! Ed è stato molto particolare vedere zone completamente differenti da quelle che siamo abituati a vedere sulla costa. Sembra quasi di essere in un altro paese! 🙂

E voi, che avete fatto per ferragosto?!

 

 

 

 


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.


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