Si va in montagna! Sì, ma cosa gli metto?! Alcuni consigli su come vestire i bambini in montagna.


SI VA IN MONTAGNA! SI, MA COSA GLI METTO?! Ecco alcuni consigli su come vestire i bambini in montagna!

Se state programmando la prossima gita in montagna non potete fare a meno di leggere quello che abbiamo scritto oggi per voi!

“Eh già: quanti di voi genitori, prima di partire in direzione di boschi e cime, non si trovano a fare i conti con il dilemma “spolverino o maglione della nonna”? “Shorts o pantaloni felpati”? “sandalino o scarpone fino a metà polpaccio”? Se vi è capitato, sappiate che siete in buona compagnia! Per questo oggi vorrei condividere con voi qualche dritta su come vestire i bambini in montagna, ora che la mia esperienza da mamma montanara da “un weekend sì e l’altro anche” è giunta ad un livello mica male.

Io sono Laudina, mamma di due, avventuriera in lungo e in largo per il mio adorato Alto Adige e co-fondatrice del blog www.bimbinelbosco.com che tratta proprio il tema della montagna a misura di bambini. Sperando che ciò che sto per raccontarvi vi possa semplificare i preparativi, vi auguro buona lettura!

Il primo aspetto da tenere in considerazione per decidere come vestire i bambini per la montagna è: dove stiamo andando?

Nel senso, siamo diretti dietro casa, magari restando sotto i 1000 metri di altidudine, o in direzione Messner scansati? Perchè, logicamente, la differenza c’è, e, come disse qualcuno, si sente!

Per esempio, a 1200 metri potreste trovare la neve d’inverno e giusto 25° ad agosto, a 2000 metri il sole è tecnicamente più vicino e scalda bene ma basterà una nuvola per far scendere le temperature sotto i 20°, anche a mezzogiorno (!).

Quindi come organizzarsi? Come evitare di farsi cogliere impreparati?

Beh, la regola d’oro in montagna è sempre quella. Si, proprio quella: la cipolla! Ovvero quella tecnica che si usa da sempre, quella che consiglia di vestirsi a strati. A seconda della stagione si parte da casa vestiti o svestiti bene, senza esagerare per non evaporare in macchina ma tenendosi a debita distanza dai colpi di freddo, infilando nello zaino i tasselli mancanti dell’outfit.

Ecco, lo zaino. Questa è la seconda grande incognita pre-gita: come lo farcisco? Specie per i genitori, questa rappresenta una grande, grandissima sfida: si tratta di bilanciare alla perfezione tra “mi carico sulle spalle l’armadio che non si sa mai” e “porto giusto due cose e il resto vien da sè”. Già… Lo so che vi ho fatto sorridere. Che vi è già capitato, che almeno una volta nella vostra vita avete imprecato sotto ad un carico da 90 che avete riportato a casa la sera esattamente com ‘era otto ore prima, che invece la volta dopo vi sentivate delle piume ma avete battuto i denti per tutta la giornata perchè c’erano quei 18° a luglio che non avevate previsto e avevate lasciato la felpa a casa (“tanto non la uso mai”, dicevate…).

Per lasciarci alle spalle tutto questo, io e mio marito – si, stessa sorte era toccata anche a noi – abbiamo escogitato qualche piccolo trucchetto per vestire i bambini in montagna e per rendere i preparativi meno complicati.

Anzitutto, abbiamo un “abbigliamento base” che è più o meno sempre quello: d’estate pantaloni comodi né lunghi né corti – di solito leggins a ¾ perchè sono morbidi, salvano le ginocchia e se si bagnano un po’ si asciugano subito -, maglietta di cotone o in tessuto tecnico e scarpe adatte con suola da montagna, d’inverno ghette tutta la vita con aggiunta, sopra, di pantaloni di gomma simil-pescatore, giacca bella calda, loop al collo – che, a differenza della sciarpa, non scappa – e berretto non-lanoso in testa – la lana si appiccica quando si suda! – e infine scarpe che tengano il piedino al caldo e che sappiano “aggrapparsi” al terreno.

Il fatto di avere un abbigliamento più o meno fisso ci rende più sicuri sulla cipolla, perchè conosciamo come reagiranno alle temperature. Credeteci, questo è un bel vantaggio!

Quindi, dicevamo, cosa infiliamo nello zaino per i bimbi?

In generale sicuramente un cambio completo pantaloni-magliettina-biancheria. Noi a volte lo portiamo anche doppio, con indumenti che occupano pochissimo spazio.

Se parliamo di una gita estiva, aggiungiamo poi sempre qualcosa che ci salvi da un tempo cambiato improvvisamente o dal fresco del bosco all’ombra. Per assolvere a questo compito noi ci siamo procurati delle felpe di pile che si annodano su se stesse (si, il negozio è quello, senza girarci attorno), e della stessa linea anche le giacche impermeabili che ci salvano sia dalla pioggia inaspettata che dal vento. Occupano poco posto e rendono al massimo, sia come isolanti termici che come praticità. E poi, sempre d’estate, ci portiamo anche: cappellino (e crema) e dei fantastici fazzoletti di stoffa che, se è fresco, finiscono sulle orecchie e/o al collo. Infine, se immaginiamo che possano esserci dei giochi d’acqua, ci portiamo anche il costumino – perchè nel nostro caso se non c’è si tuffano comunque, vestiti.

D’inverno la tenuta impermeabile della tua da sci e dei pantaloni di gomma ci permette di stare un po’ più tranquilli, anche se spesso dobbiamo grattare via due dita di fango prima di infilarli in lavatrice (i vestiti, intendo). Portiamo comunque un cambio completo: ghette, dolcevita – che se la sciarpa è perduta ti sei salvato – , biancheria, loop e cappellino per cambiarli se sudano tanto, anche guantini e una seconda tuta da sci se il programma prevede una slittata seguita da un’altra avventura.

Ok, ora siete pronti per partire! Sperando che i nostri consigli su come vestire i bambini in montagna vi abbiano incuriosito.

Ma soprattutto vi abbiano invogliati per la vostra prossima avventura, se vorrete leggere ancora di montagna babyfriendly vi aspettiamo su www.bimbinelbosco.com, con tante gite e approfondimenti, e magari vi aspettiamo anche in Alto Adige!”

Grazie mille a Laudina per questi preziosissimi consigli che per una poco abituata alla montagna come me, aiuteranno tantissimo nelle prossime gite. (Se volete qualche altri suggerimento potete anche leggere gli articoli sui Piani di Bobbio, Saint Moritz, Canzo e tanti altri qui sul blog)

E voi? Siete esperti montanari o animali marittimi come me?


centrifugatodimamma

Informazioni su centrifugatodimamma

Milanese di origine, giramondo di vocazione. Alterno varie esperienze tra animazione, educazione (in asilo nido e scuole di vario grado) e turismo. Dopo un’esperienza di 6 mesi in Egitto nel 2002 torno in Italia, apro e gestisco degli asili nido per 10 anni, mi sposo e sembra che ormai la vita abbia preso un binario sicuro e solido. Ma il sogno di lasciare di nuovo l’Italia rimane sempre vivo (e neanche ben celato! ;) ). Nel 2012 anche mio marito si convince e decidiamo di trasferirci in Repubblica Dominicana alla ricerca di caldo e di una vita più semplice e serena. Qui nel 2015 nasce la nostra bimba Priscilla… e con lei il blog Centrifugato di mamma. Dove racconto com’è essere mamma, com’è esserlo a 12 mila km dalle nostre famiglie, come viviamo in un luogo tanto diverso da quello da cui veniamo, e le meraviglie che scopriamo giorno dopo giorno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *